Gruppo di lavoro indipendente per ambienti a rischio di esplosione. Attività di ricerca, sperimentazione, consulenza, assistenza alle aziende e formazione. Informazione e documentazione sulle direttive Atex e la tutela della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro Gruppo di lavoro per la sicurezza in ambienti a rischio di esplosione. Norme di sicurezza e direttive Atex per Aziende e Imprese. Corsi di formazione, Seminari e Incontri
 
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ZONE E CATEGORIE ATEX

 

DATABASE ISTITUTO IFA SULLE CARATTERISTICHE DELLE POLVERI (solo versione in inglese)

Utilizzate il Form di ricerca dell'Istituto IFA sulle polveri per trovare informazioni sulle caratteristiche di combustione ed esplosività di oltre 4600 materiali.

 


 

CLASSIFICAZIONE DELLE ZONE PERICOLOSE NEGLI AMBIENTI DI LAVORO IN BASE ALLA DIRETTIVA 1999/92/CE

Zonizzazione in relazione alla presenza di gas

  • ZONA 0
    Area in cui è presente in permanenza o per lunghi periodi o frequentemente un'atmosfera esplosiva consistente in una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapore o nebbia.
     

  • ZONA 1
    Area in cui la formazione di un'atmosfera esplosiva, consistente in una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapori o nebbia, è probabile che avvenga occasionalmente durante le normali attività.
     

  • ZONA 2
    Area in cui durante le normali attività non è probabile la formazione di un'atmosfera esplosiva consistente in una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapore o nebbia o, qualora si verifichi, sia unicamente di breve durata.
     

GAS : Esempio di zonizzazione per attività di travaso di liquidi.

Gas : Esempio di zonizzazione per attività di travaso di liquidi.

Dusts : zoning example for silo wagon filling activities
Polveri
: esempio di zonizzazione per attività di riempimento vagoni mediante silo (la zona bianca indica "assenza di pericolo").

 ©Valérie Causse


Zonizzazione in relazione alla presenza di polveri

  • ZONA 20
    Area in cui è presente in permanenza o per lunghi periodi o frequentemente un'atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile nell'aria.
     

  • ZONA 21
    Area in cui la formazione di un'atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile nell'aria, è probabile che avvenga occasionalmente durante le normali attività.
     

  • ZONA 22
    Area in cui durante le normali attività non è probabile la formazione di un'atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile o, qualora si verifichi, sia unicamente di breve durata.
     

Categorie per aspiratori antideflagranti come definite nella Direttiva 94/9/CE

Esempio di Classificazione di Aree a Rischio di Esplosione di Polveri in base alla norma CEI EN 61241-10
Esempio di Classificazione di Aree a Rischio di Esplosione di Polveri in base alla norma CEI EN 61241-10

©Valérie Causse - R.Stahl Explosion Protection 


CATEGORIA 1

Comprende gli apparecchi progettati per funzionare conformemente ai parametri operativi stabiliti dal fabbricante e garantire un livello di protezione molto elevato. Gli apparecchi che rientrano in questa categoria sono destinati all’uso in ambienti in cui sono presenti in permanenza, per lunghi periodi o frequentemente, atmosfere esplosive causate da miscele di aria e gas, vapore o nebbia o da miscele di aria e polveri. Gli apparecchi che rientrano in questa categoria devono garantire il livello di protezione richiesto, anche in caso di anomalie eccezionali, e sono caratterizzati da mezzi di protezione tali che:

  • in caso di guasto di uno dei mezzi di protezione, almeno un secondo mezzo indipendente assicuri il livello di protezione richiesto;
  • oppure, qualora si verifichino due guasti indipendenti l’uno dall’altro, sia garantito il livello di protezione richiesto.

 

CATEGORIA 2

Comprende gli apparecchi progettati per funzionare conformemente ai parametri operativi stabiliti dal fabbricante e garantire un elevato livello di protezione. Gli apparecchi che rientrano in questa categoria sono destinati all’uso in ambienti in cui è probabile che si manifestino atmosfere esplosive causate da miscele di aria e gas, vapore o nebbia o da miscele di aria e polveri. I mezzi di protezione degli apparecchi che rientrano in questa categoria devono garantire il livello di protezione richiesto, anche nel caso di anomalie ricorrenti o di difetti di funzionamento di cui occorre normalmente tenere conto.

 

CATEGORIA 3

Comprende gli apparecchi progettati per funzionare conformemente ai parametri operativi stabiliti dal fabbricante e garantire un livello di protezione normale. Gli apparecchi che rientrano in questa categoria sono destinati all’uso in ambienti in cui è improbabile che si manifestino atmosfere esplosive causate da miscele di aria e gas, vapore o nebbia o da miscele di aria e polveri, o, qualora queste si manifestino, ciò avvenga solo raramente e per breve durata. Gli apparecchi che rientrano in questa categoria garantiscono il livello di protezione richiesto durante le condizioni di funzionamento normale.

 


 

Zone e Categorie ATEX - Tabella Riassuntiva

Zone e Categorie ATEX - Tabella Riassuntiva

 

Riferimenti

 

Riferimenti ATEX su Internet

 


Definizioni ed Applicazioni ATEX

Definizioni ed Applicazioni ATEX

 


UNA CORRETTA ANALISI DEI MATERIALI

La normativa ATEX fa riferimento a polveri e Gas senza tenere conto delle proprietà chimico fisiche dei materiali.

Considerare ad esempio il LEGNO come materiale esplosivo è un imprecisione qualora non si tenga conto della sua granulometria. Essa consiste nella misurazione della ripartizione percentuale delle particelle della polvere combustibile in questione in funzione del loro diametro. Le particelle di polveri combustibili con grandezza superiore a 500 µm possono considerarsi, con cautela, non in grado di dare origine a nubi esplosive ma solo a rischio incendio.

Il pericolo di esplosioni dovute a polveri combustibili viene spesso sottovalutato rispetto a quello dovuto ai liquidi e gas infiammabili, sebbene i danni causati possano essere anche maggiori. La non omogenea distribuzione della polvere nell'ambiente esplosivo può generare una serie di esplosioni a catena dovute al fatto che l'onda d'urto dell'esplosione primaria genera turbolenze che creano ulteriori nubi di polvere che innescate creano deflagrazioni secondarie. A differenza delle esplosioni dovute a gas, non è possibile simulare gli effetti della deflagrazione con conseguente difficoltà nella progettazione dei sistemi di contenimento e di sfogo.

Le polveri combustibili possono dar luogo a due tipi di pericolo:

  • in caso di dispersione in atmosfera posso causare delle esplosioni;
  • in caso di deposito su strati che producono calore possono dare origine ad incendi od a nubi.

Il pericolo di esplosione dovuto alla presenza di polveri o gas si manifesta quando questi, dispersi nell'aria, formano delle miscele (nubi) di combustibile e di comburente, cosicché in presenza di una sorgente di accensione di sufficiente di energia, sono in grado di formare un'onda di pressione ed un fronte di fiamma con effetti esplosivi. Perché questo si verifichi è necessaria una concentrazione compresa nel campo di esplodibilità della sostanza.

La valutazione del rischio prevede che in tutte le Zone classificate ATEX vengano individuati tutti i possibili punti critici tramite:

  • un'analisi tecnica di tutte le apparecchiature attraversate da flussi (elettriche, meccaniche, pneumatiche...);
  • analisi chimico-fisica dei materiali utilizzati o prodotti;
  • la valutazione delle lavorazioni effettuate dagli operatori;
  • lo studio dei comportamenti negli ambienti di lavoro;
  • l’analisi delle procedure di manutenzione e pulizia degli ambienti, delle apparecchiature presenti, e dei sistemi di filtrazione.

 

Il testo che descrive gli standard EX, 60079 e 61241, che riguardano la limitazione delle fonti di innesco pone le seguenti prove quali necessarie per far sì che una strumentazione sia idonea ad essere certificata da un ente notificato, distribuita ed utilizzata sul mercato ATEX:

  • Misurazione della Temperatura massima Superficiale raggiunta
  • Analisi delle Scintille di origine meccanica possibili
  • Emissione di Scintille elettriche visibili
  • Controllo dell’Elettricità statica
  • Protezione da Fiamme, gas caldi e particelle e IP
  • Radiazioni Elettromagnetiche generate
  • Reazione ad Onde di shock

Il controllo degli interruttori deve essere effettuato seguendo la EN600079-1 per assicurare in caso di esplosione se la resistenza alla pressione impedisce la trasmissione dell’esplosione nell’atmosfera. La protezione tD indicata nella marcatura certifica che la custodia è sigillata in modo che la polvere infiammabile non possa entrare all’interno.

Quindi, quando i posti di lavoro sono in zone pericolose:

  • Determinare e valutare i rischi;
  • Classificare le aree pericolose in zone;
  • Scegliere attrezzature progettate, operanti e revisionate tenendo conto della sicurezza.

Nella scelta delle strumentazioni, la marcatura ATEX non è sufficiente a soddisfare le EHSR ATEX e la sua destinazione d'uso deve essere convalidata ed espressamente essere dichiarata nel manuale d'uso ed istruzione od in generale dal costruttore.

 

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