Gruppo di lavoro indipendente per ambienti a rischio di esplosione. Attività di ricerca, sperimentazione, consulenza, assistenza alle aziende e formazione. Informazione e documentazione sulle direttive Atex e la tutela della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro Gruppo di lavoro per la sicurezza in ambienti a rischio di esplosione. Norme di sicurezza e direttive Atex per Aziende e Imprese. Corsi di formazione, Seminari e Incontri
 
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La normativa ATEX, definendo i rischi derivanti dalla presenza di atmosfere esplosive, affronta in modo monolitico e non sufficientemente trasparente la regolamentazione del recupero e dell'aspirazione di sostanze potenzialmente esplosive. La ragione di questa mancanza risiede nell'assenza di una trattazione specifica di tutti quei materiali e delle sostanze che costituiscono un fattore di rischio, e che presentano differenze di gestione irriducibili dovute a caratteristiche fisico-chimiche differenti. E' necessario che proprio tali caratteristiche oggettive facciano da spartiacque per un corretto approccio a sostanze, polveri, gas, già di per sé fonte di rischio. Le regole per l'aspirazione, l'estrazione od il trasporto pneumatico di polveri o gas esplosivi necessitano perciò di essere definite sostanza per sostanza, applicazione per applicazione. Questo è tanto più evidente nel caso esemplare del recupero di polveri infiammabili/conduttive in una zona ATEX 22.

Come definito nell'articolo 1.3 (a) della Direttiva 94/9/CE: "Per attrezzature si intendono macchine, apparecchiature, dispositivi fissi o mobili, componenti di comando, strumentazione e sistemi di individuazione o di prevenzione i quali sono destinati, separatamente o congiuntamente, alla produzione, al trasporto, allo stoccaggio, alla misurazione, al controllo e alla conversione di energia e/o alla trasformazione di materiale, e che sono in grado di provocare un'esplosione attraverso le proprie potenziali fonti di accensione".

Questa definizione include apparecchiature quali luci e carrelli elevatori, ma anche aspirapolveri e collettori di polvere.

Relativamente ai criteri per la scelta delle attrezzature, come definito nell'allegato II della direttiva ATEX 1999/92/CE: "A meno che la documentazione sulla protezione contro le esplosioni, basato sulla valutazione del rischio, non definisca diversamente, le attrezzature ed i dispositivi di protezione per tutte le aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive devono essere selezionati sulla base delle categorie di cui alla direttiva 94/9/CE. In particolare, le seguenti categorie di apparecchi devono essere utilizzate nelle zone indicate, appropriatamente a seconda che siano adatte per gas, vapori o nebbie e/o polveri:

bullet Nella zona 0 o nella zona 20, strumentazione di categoria 1,
bullet Nella zona 1 o nella zona 21, strumentazione di categoria 1 o 2,
bullet Nella zona 2 o nella zona 22, strumentazione di categoria 1, 2 o 3

Le norme atex, non certificano la destinazione d’uso delle strumentazioni , ma certificano dove tali attrezzature possono operare per non essere considerate sorgenti di innesco. E’ importante precisare che la marcatura identificativa della strumentazione ATEX da sola non è sufficiente a specificare la destinazione d’uso del prodotto a cui è apportata.

Tuttavia, secondo la filosofia della direttiva 94/9/CE, la nozione di impiego conforme alla destinazione è di primaria importanza. E’ quindi indispensabile che i fabbricanti forniscano informazioni complete e per iscritto nel manuale d’uso e manutenzione. Per l’utilizzatore è pertanto assolutamente necessario effettuare una valutazione dei rischi relativa ai livelli di protezione necessari per l’applicazione desiderata.

Un tentativo di categorizzazione di prodotti ATEX è stato effettuato durante il meeting del gruppo di lavoro incaricato per la Direttiva 94/9/CE, riunitosi il 25/06/2008. In tale sede è stato definito l'elenco di prodotti, lo stesso GDL definisce "non completo, in quanto chiarisce solo alcune delle richieste comuni e fornisce degli esempi di prodotti che orbitano intorno agli obiettivi della Direttiva ATEX. L'elenco non si sostituisce alla fondamentale valutazione dei rischi di ogni prodotto, ed inoltre si raccomanda che le fonti di accensione e di esplosione connesse con l'utilizzo di tutti i prodotti vengano sempre prese in considerazione."

Soffermandoci sulla presenza di un'atmosfera esplosiva, come definito nell'allegato I della direttiva ATEX 1999/92/CE: "Le aree a rischio sono classificate in termini di zone in base alla frequenza ed alla durata della presenza di un'atmosfera esplosiva". Per le polveri in zone ATEX 20 e 21, i rischi di esplosione sono evidenti. In una zona ATEX 22, in cui "un'atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere infiammabile nell'aria è improbabile che si verifichi durante le normali attività, ma, qualora si verifichi, essa perduri solo per un breve periodo" i rischi di esplosione sono incerti. Inoltre, la nota 1 dell'allegato I cita: "Strati, depositi o cumuli di polvere combustibile devono essere considerati come qualsiasi altra fonte che può formare un'atmosfera esplosiva."

Relativamente all'uso in particolare degli aspirapolveri nelle aree a rischio, al fine di prevenire rischi di esplosione, e per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori, la tipologia di polvere che verrà recuperata dall'aspirapolvere nelle aree a rischio deve essere definita in anticipo. L'interrogativo riguardante il recupero di polveri combustibili/conduttive o di liquidi infiammabili è dunque il seguente:

  • nella scelta della strumentazione, quale categoria ATEX è indicata per un aspirapolvere destinato al recupero di polveri infiammabili/conduttive in una zona ATEX 22? Categoria 1, 2 o 3?

Nel sistema normativo internazionale, è prassi sopperire alla mancanza di trattazioni specifiche o a lacune nelle norme di uno Stato attraverso il riferimento temporaneo a regole e norme di altri Stati dotati di impianto normativo riconosciuto dal circuito IECex. In base a questa prassi, la problematica sollevata dall'interrogativo sul recupero di sostanze "potenzialmente esplosive" non trova adeguato contributo di normative specifiche Europee, considerando che in gran parte d'Europa è ancora d'uso richiedere la vecchia certificazione B1 tedesca, attualmente riproposta attraverso la norma 60335-2-69, oggetto di discussione. Se consideriamo inoltre che l'allegato VIII della direttiva 94/9/CE consente, a qualsiasi produttore, di certificare ATEX categoria 3 il proprio prodotto, in base ad una procedura di controllo interna e senza l'analisi di un ente terzo notificato, possiamo immaginare quali siano i rischi che si corrono e il "demone" che si stia alimentando.

 


Nel sistema normativo internazionale, è prassi sopperire alla mancanza di trattazioni specifiche o a lacune nelle norme di uno Stato attraverso il riferimento temporaneo a regole e norme di altri Stati dotati di impianto normativo riconosciuto dal circuito IECex. In base a questa prassi, la problematica sollevata dall'interrogativo sul recupero di polveri infiammabili/conduttive, per il quale la normativa ATEX appare piuttosto incerta, è affrontata invece in modo esaustivo dalla norma NFPA 484, relativa alla gestione di polveri metalliche e conduttive, elaborata dall'istituzione americana del National Fire Protection Association.

Filmati (da Youtube) : About NFPA Pt.1-2

 

      

 

 

Il Gruppo di Lavoro per Ambienti a Rischio di Esplosione pubblica di seguito in anteprima nazionale una sezione della NFPA 484

bullet Visualizza PDF - Norma NFPA 484, Norma per metalli combustibili Edizione 2006 NORMA NFPA 484 (scarica/visualizza PDF): Norma per metalli combustibili Edizione 2006

 
bullet Prodotti ATEX VISUALIZZA I PRODOTTI ATEX PER APPROFONDIRE

 


La Direttiva ATEX in Svizzera

La Direttiva 94/9/CE consente ai fabbricanti di scegliere se conformarsi ai relativi requisiti progettando e fabbricando direttamente in conformità con i requisiti essenziali in materia di sicurezza e salute, o alle norme armonizzate specificamente studiate per consentire la presunzione di conformità ai suddetti requisiti. La presunzione di conformità è conferita, giuridicamente, solo dall’impiego di norme nazionali che recepiscono una norma armonizzata, il cui riferimento sia pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Qualora l’ente di normalizzazione nazionale non abbia recepito la norma, l’uso della norma armonizzata originaria o di una norma recepita da un altro Stato membro dell’UE conferisce la stessa presunzione di conformità. La legislazione svizzera, quindi di uno Stato non membro dell'UE, fa riferimento al testo della Direttiva europea – la Direttiva ATEX in Svizzera è quindi applicabile per analogia.

bullet Panoramica della situazione elvetica in materia di applicazione della ATEX Documento con la panoramica della situazione elvetica in materia di applicazione della ATEX.

 


L'interrogativo sul recupero delle polveri conduttive in una zona 22 ed altre questioni di tipo tecnico specialistico sono al centro dell'iniziativa del Gruppo di Lavoro volta al coinvolgimento di tutti gli enti notificati, dei tecnici e degli esperti per colmare le mancanze nella regolamentazione e per rispondere alle esigenze dei destinatari delle norme.

<< Noi produttori di aspiratori antideflagranti, specificamente progettati per il recupero di materiali esplosivi, ci siamo purtroppo resi conto che alcuni aspirapolveri certificati ATEX vengono immessi sul mercato mettendo in pericolo la vita dei lavoratori e non soddisfando i requisiti essenziali di salute e di sicurezza impugnati dalle direttive ATEX. Tali apparecchiature vengono commercializzate seguendo solo l'interesse economico di chi li produce, a discapito della salute e della sicurezza degli utenti. Si è reso quindi necessario ricordare alle parti interessate del settore ATEX l'importanza di distinguere tra la capacità di un aspirapolvere da utilizzare in presenza di materiali esplosivi e la sua capacità di recupero degli stessi materiali esplosivi: si tratta di due qualità molto differenti tra loro. La prima non implica necessariamente la seconda. Per questo motivo, e da allora, costituendo anche questo Gruppo di Lavoro, ci siamo posti l'obiettivo di promuovere una regolamentazione più precisa quando si tratta di recupero di materiali esplosivi. Perciò abbiamo stabilito utile informare le parti interessate dell'industria delle direttive ATEX e dall'altra parte noi stessi in prima persona partecipare nella elaborazione delle norme relative alle atmosfere esplosive, sia a livello nazionale che internazionale. >>

(Stephane Briquet, Responsabile Qualità del Gruppo Tiger-Vac Inc. e membro del Comitato Tecnico CT31 al CEI)

 

Su quest'argomento l’associazione USI segnala un FORUM specialistico, riservato ai tecnici ed agli enti designati, che si pone l’obiettivo di apportare ulteriori sviluppi sul recupero di sostanze potenzialmente esplosive.

EX-MAT Recovery EX-MAT FORUM

La situazione attuale del mercato di prodotti da utilizzarsi in ambienti a rischio di esplosione presenta un forte squilibrio fra domanda e offerta; considerando che il 70 % delle polveri presenti in industria ha caratteristiche infiammabili, pare strano come ad una consistente richiesta di strumentazioni certificate ATEX si contrapponga una carenza nell’ offerta di tali prodotti.

Tale carenza è indicativa di diversi fattori quali:

  • Difficoltà nella progettazione di strumentazioni idonee ad operare in ambienti esplosivi;
  • Alti costi di produzione;
  • Tempi di costruzione, assemblaggio ed istallazione maggiori;
  • Responsabilità oggettive;
  • Mancanza di strutture tecnico-commerciali adeguate ad offrire consulenza e formazione sull’utilizzo delle strumentazioni stesse;
  • Esigenza di mercato non ancora completamente trasformata in domanda di strumentazioni idonee a soddisfare tale richiesta.

Se consideriamo che la direttiva 94/9/CE riguarda le strumentazioni da utilizzare in ambienti esplosivi mentre la 1999/92/CE fa riferimento alla classificazione delle Zone, emerge come carenza la mancanza di linee guida relative alle singole soluzioni che devono essere applicate tenendo conto della sostanza trattata. Tale puntualizzazione non è da applicare a tutte le tipologie di prodotti che opereranno in ambienti ATEX, ma solo alle strumentazioni che possono presentare al loro interno atmosfere esplosive; è l’esempio degli aspiratori che devono recuperare polveri infiammabili, dei sistemi di areazione e di tutte le apparecchiature elettriche con sistemi di raffreddamento ad aria.

L’esigenza di un Forum nasce dalle molteplici proprietà delle differenti polveri o gas utilizzati o prodotti, della loro possibile reazione con altre sostanze, con l'ambiente, e delle fin troppo variegate modalità di lavorazione per settore produttivo.

La normativa ATEX non regolamenta ne definisce le responsabilità sulla destinazione d’uso di sistemi di aspirazione. Il marchio di qualità EX-MAT è attualmente disponibile per tutti coloro che specificano espressamente la destinazione d’uso di tali sistemi nel manuale di uso e manutenzione.

Per maggiori informazioni: www.ex-matrecovery.com

 

Aggiornamenti importanti per la scelta di un aspiratore antideflagrante

Nell'Aprile 2011, il Gruppo Consultivo IEC TC31 "Attrezzature per atmosfere esplosive" ha proposto la seguente risoluzione:

"TC 31 sarà .../... informando gli utenti che, contrariamente alle prescrizioni della norma IEC 60335-2-69, Allegato CC, gli aspiratori che sono identificati per l'uso in Zona 22, NON sono adatti all'uso in atmosfere in cui sono presenti polveri esplosive."

 

Reputiamo che tale informazione sia di pubblico interesse e Invitiamo tutti i professionisti di settore a commentare la risoluzione adottata nella discussione presente nel Forum di EX-MAT Recovery, al seguente indirizzo:

http://www.ex-matrecovery.com/index.php?topic=315.0

E’ possibile inoltre rendersi disponibili ad un confronto tecnico per supportare il Comitato di Approfondimento nell’analisi di tale risoluzione contattando la ns. redazione, inviandoci una mail a:

info@safetyworkingareas.org

 

Aggiornamenti importanti per la scelta di un aspiratore antideflagrante

 

   
Associazione HAZ-LOC C.E.S.A.N.A. Inc.

L'Associazione, Haz-Loc C.E.S.A.N.A Inc., è contestualmente la referente per le questioni legate alle zone pericolose ed a rischio di esplosione per le normative americane.

   

 

 

  Risorse su Internet e Video
 

 
Collegamenti:

• OSHA: Standard 1910
  Occupational Safety and Health Standards

• NFPA: List of NFPA Codes & Standards

• Sito Internet Tiger-Vac Europa

• Sito Internet (e Forum) EX-MAT Recovery


 
     
 

Filmati:

About NFPA Part.1 (Norma NFPA 484)About NFPA Pt.1 (Norma NFPA 484)

About NFPA Part.2 (Norma NFPA 484)About NFPA Pt.2 (Norma NFPA 484)


 
     
 

Download documentazione

 Norma NFPA 484 (Edizione 2006)

 
 
Gruppo di Lavoro per la Sicurezza in ambienti a rischio di esplosione
[Working Group for Safety in hazardous areas]:  Tel. +39(0)51.5875720  |  Email: info@safetyworkingareas.org
Associazione USI [Unione Sicurezza Informazione]: Via Libertà, 34 - 27027 Gropello Cairoli (Pavia) ITALY - Cod.Fiscale 03109171201

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